Etimologia e cenni storici di Santeramo in Colle

La storia di Santeramo in Colle

Le origini di Santeramo sono piuttosto antiche, pare risalgano infatti all'età del Bronzo:
le numerose strade venivano utilizzate per la transumanza del bestiame già dal 18000 a.C.

Successivamente è accertata l'esistenza di un centro abitato durante l'epoca greco-romana.
Tuttavia l' insediamento venne distrutto probabilmente dai Longobardi e durante il Medio Evo avvenne la ricostruzione ex-novo.
Inizialmente il nuovo centro venne chiamato 'Casale' poiché di dimensioni ridotte.
A partire dal 600 si radica fortemente la devozione degli abitanti a Sant''Erasmo, antico fu vescovo di Antiochia che si rifugiò nei boschi presso l'attuale comune: al nome di casale viene dunque associato quello del religioso.
Secondo alcuni storici il casale originario venne costruito intorno al monastero dei Padri Benedettini che avevano intitolato la loro chiesa a Sant'Eramo appunto; ma secondo altri il casale esisteva prima della venuta dei Monaci.
Fatto sta che il nome del luogo divenne Santeramo per eufemia, a cui però si aggiunse 'in Colle' per specificare la caratteristica del paese.

La derivazione dal nome del Protettore è comunque certa dal momento che lo stemma del comune rappresenta i simboli del santo: la mitra ed il pastorale.
Sotto l'Imperatrice Costanza, la giurisdizione religiosa del paese venne affidata dai Papi Alessandro II al Vescovo di Bari; lo stesso fece Papa Alessandro III nel 1172.
Nel 1249 nei documenti appare per la prima volta il nome di Casali Sancti Herasmi.
Dal 1374 si parla di Castrum Sancti Herasmi: diventa dunque un borgo autonomo.
Il re Ladislao I di Napoli e Sicilia vendette il feudo al suo capitano Buccio dei Tolomei, che lo tenne fino al 1468.
Il borgo era protetto da mura ed era dotato di due torri e due porte: Porta del Castello e Porta del Lago.
Più volte conteso tra i principi feudali, il territorio fu dominio dei Carafa (fino al 1618) e dei Caracciolo (fino al 1806).
Dalla seconda metà del ?600 si sviluppa il Rione San Rocco, che ora è uno dei più importanti.
Vengono costruiti i primi Palazzi signorili: Palazzo Sava, Palazzo de Laurentis, Palazzo Giandomenico. Ma non solo, risale infatti a quell'epoca anche l'antica Chiesa Madre (attualmente chiamata Chiesa del Carmine) la Chiesa di S.Efre.
Durante la rivoluzione francese la città appoggia i Borboni: nasce la repubblica Partenopea.

Tra il 1829 ed il 1833 vengono abbattute le porte delle mura per permettere un'ampliamento del centro abitato: sorge il Borgo del Capitolato.
L'area paludosa confinante viene bonificata così da permettere un ulteriore sviluppo abitativo.
Successivamente nascono Borgo Rizzi, Borgo San Vito e Borgo della Chiesa Nuova.